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Visellio, il vino dell'impero romano

Visellio, storico personaggio di origini non locali, produceva vino proveniente dai vigneti delle odierne tenute Jaddico e Marmorelle.

Immagine riferita a: Visellio, il vino dell'impero romanoanfore vinarie romane del I secolo avanti cristo

Dall’impero romano ai giorni nostri

Già nel I secolo a.c., a cavallo tra la fine dell’età repubblicana e l’impero romano, gran parte dei terreni dove oggi si trovano i vigneti delle Tenute Jaddico e Marmorelle erano destinati alla coltivazione della vite.

Terre che esprimono un valore storico di gran pregio, dove la coltivazione della vite ha sempre rappresentato non soltanto la risorsa primaria per l’economia dei luoghi, ma un importante motore di sviluppo economico. Già nel I secolo a.C., a cavallo tra la fine dell’età repubblicana e l’impero romano, gran parte dei terreni, dove oggi si trovano due delle tenute della famiglia Rubino, erano destinati alla coltivazione della vite. Queste terre appartenevano infatti a Visellio, un personaggio di origini non locali, forse cugino di Cicerone, relativamente influente nella politica romana della prima metà del secolo. Proprio in questo territorio Visellio gestiva una notevole produzione e commercializzazione di vino, come confermano gli scavi che hanno portato alla luce un sito archeologico di eccezionale valore, a Giancola, nella tenuta di Jaddico, ma anche nella tenuta di Marmorelle, dove sono stati rinvenuti impianti tipologicamente affini a quelli di Giancòla.

Immagine riferita a: Visellio, il vino dell'impero romanobusto di Cicerone Il ritrovamenti hanno fatto emergere una villa padronale, una cantina, una statua di marmo che rappresenta Bacco, e fornaci per la fabbricazione di anfore che servivano per conservare e trasportare il vino nei territori dell’impero, grazie anche alla localizzazione dei vigneti che ancora oggi si trovano a ridosso del mare. Una quantità di produzione davvero notevole, testimoniata dalla presenza di quelle anfore nelle più lontane regioni dell’impero romano, non solo nell’area adriatica e tirrenica, ma anche nell’occidente iberico e gallico e nell’oriente mediterraneo, fino a raggiungere il Mar Nero. Un impianto produttivo di altissimo livello che viene abbandonato nella seconda metà del I secolo a.C., forse in seguito ai rivolgimenti causati dagli anni delle guerre civili, ma che riprende a funzionare con l’età di Augusto, sotto la gestione di personaggi come C. Petronio Sostrato e L. Marcio Saturnino, liberti che controllavano la produzione per conto dei loro antichi padroni.

Inserito il 09 Giugno 2009 nella categoria Il territorio

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