La Grecia Salentina è un modello di turismo culturale in grado di legare la fruizione di monumenti e del territorio alla capacità ricettiva.

Percorrere la Grecia Salentina (siamo nella zona meridionale della Puglia) vuol dire entrare a contatto con una parte fondamentale dell’identità della Puglia più profonda, ricca di fascino, d’arte e di storia. Con i centri storici dei suoi comuni, con i frantoi ipogei, le case a corte, i mignani, i portali, le cripte e le chiese – un patrimonio architettonico di inestimabile valore immerso in un territorio con una natura straordinariamente solare e rigogliosa - la Grecia Salentina, per il viaggiatore attento e colto, può rappresentare davvero il viaggio di una vita.
La Grecia Salentina rappresenta un modello di turismo culturale in grado di legare la fruizione dei propri monumenti, del proprio territorio, alla capacità ricettiva di strutture gestite con professionalità e calore. Piccoli centri urbani che hanno mantenuto intatto l’umiltà ed il senso di ospitalità tipico delle popolazioni bizantine; e ancora un territorio che consente di abbinare al mare, distante appena 10 km, la storia, l’arte, la cultura, il vino, il buon cibo e, anche, la musica.
Un viaggio alla scoperta del patrimonio storico artistico della Grecìa Salentina non può che cominciare da Calimera, che in lingua griko vuol dire buon giorno, centro culturalmente attivo per la valorizzazione e il recupero della grikità. Nei giardini pubblici, in una edicola in pietra viva di Soleto, Calimera ha il simbolo tangibile della sua origine greca: era l’anno 1957, quando l’allora primo cittadino di Calimera, Giannino Aprile, chiese al sindaco di Atene un avanzo architettonico o, almeno, un sasso dell’Acropoli come simbolo della comune origine. Così, nel 1960, Atene donò una bella stele attica del IV sec. a. C. dove, nella piccola trabeazione, c’è scritto, sia in greco che in italiano, 'straniera tu non sei a Calimera'. Ai margini del fondo Malachrito, in prossimità dell’ingresso dell’antico Bosco di Calimera, c’è la Cappella di San Vito, dedicata al santo protettore degli animali. Molto interessante questa chiesa in quanto, al centro della navata, presenta una pietra di origine pre-cristiana con un foro al centro detta Pietra della fertilità. Secondo il rito pagano, che si rinnova ogni anno, il giorno di Pasquetta, si crede che il passaggio attraverso il foro porti fertilità. Segni che testimoniano l’origine orientale sono riscontrabili nella Chiesetta della Madonna di Costantinopoli dove, all’interno in un affresco seicentesco dedicato alla Madonna di Costantinopoli, si nota la convivenza del rito latino e del rito greco. A Calimera si trovano anche il Museo di Storia Naturale ed il Museo della Civiltà contadina e della Cultura Grika.

Lasciando Calimera alle spalle, la località successiva è Martano, centro di antiche origini romane (ca. 250 a. C.); Questo paese, all’intero della Grecia Salentina, è quello che ha subito meno gli influssi esterni e che meglio ha conservato l’individualità etnica grika. Il suo centro storico, d’impianto medioevale, è ricco di palazzi nobiliari, come Palazzo Moschettini, Palazzo Pino, Palazzo Micali, Palazzo Indricci. A Martano c’è un Castello di chiara origine aragonese, ricostruito dopo l’assalto dei turchi del 1480. Da vedere anche la Chiesa Matrice dell’Assunta, la Chiesa dell’Immacolata e l’ex Convento dei Padri Domenicani. A pochi chilometri da Martano, in località Apigliano è stato rinvenuto un sito archeologico bizantino d’epoca medievale.
In direzione sud, da Martano si arriva a Carpignano Salentino, un piccolo centro che conserva la testimonianza artistica più importante del periodo bizantino della Grecìa salentina: la Cripta di Santa Cristina. Suddivisa in 2 ambienti scavati nel tufo e tra loro comunicanti, la cripta conserva ancora oggi affreschi che risalgono al X-XI secolo, attribuiti tra gli altri a Teofilatto (del 1020) ed a Eustazio (del 959). Poco fuori dal paese c’è il Santuario della Madonna della Grotta, legato alla devozione popolare, teatro ogni anno della Festa del Te lu mieru.

Proseguendo da Carpignano ecco Castrignano de’ Greci, un paesino organizzato secondo la toponomastica greca che vede i nuclei abitativi distribuiti intorno a varie chiesette. Anche a Castrignano si può visitare una cripta, quella bizantina di Sant’Onofrio, ristrutturata su una costruzione precedente del VI secolo; di particolare interesse anche la Chiesa Matrice della Annunziata, al cui interno sono custodite nove tele del pittore foggiano Saverio Altamura e il Castello de’ Gualtieris, ristrutturato nel ‘600 su una preesistente fortezza.
Dopo Castrignano si arriva a Corigliano d’Otranto (dal greco chora, terra, campagna) con il suo cinquecentesco Castello de’ Monti, con i suoi quattro torrioni che presentano numerose cannoniere, l’arme araldica dei de’ Monti. Oggi è sede tra l’altro anche del Museo Multimediale sulla cultura grika. Inoltre, all’interno di questo maniero in tutto l’anno si tengono interessanti eventi culturali. Nella piazza principale, entrando in vico Freddo, c’è lo splendido Arco Lucchetti del 1497, un’opera ricca di elementi decorativi e rappresentativi.
Il percorso nella Grecia Salentina continua con Melpignano, salita agli onori della cronaca come sede de 'La Notte della Taranta', che si svolge, nel mese di agosto nei pressi del complesso del Convento degli Agostiniani. Melpignano in epoca bizantina e medioevale fu un importante centro commerciale grazie alla sua vicinanza con Otranto: a testimoniarlo la centralissima piazza San Giorgio con i suoi portici, valido esempio di architettura per il commercio di fine ‘500. Interessante con i suoi portali la Chiesa Parrocchiale ed il vicino complesso la cui facciata risale al ‘600.
La tappa successiva è Soleto, una delle realtà più belle della Grecìa Salentina. Assolutamente da vedere la Guglia di Raimondello Orsini, annesso alla Collegiata dedicata a S.Maria dell’Assunta, e la chiesetta di S. Stefano. La prima è un superbo esempio della cultura tardo gotica, con i suoi decori arabescati, la seconda è invece una straordinaria testimonianza della cultura tradizionale che, unisce elementi gotici con reminiscenze romaniche: all’interno risaltano gli affreschi che raffigurano, in stile orientale e angioino, alcune scene della vita di Cristo e di S.Stefano e del giudizio Universale. A Soleto, inoltre, è stato rinvenuto un sito archeologico di epoca messapica.
A pochi chilometri di distanza ecco Sternatia, il comune che vanta la più alta percentuale di cittadini parlanti il griko, lingua e tradizioni greche ancora vive anche nelle usanze e nella toponomastica. Fuori dal borgo antico, le ultime tracce di una grecità senza tempo: le cripte basiliane di San Pietro e San Sebastiano, le cappelle della Madonna degli Angeli e dello Spirito Santo. All’ interno del centro storico è da vedere la Chiesa Madre con il Campanile e il Palazzo Granafei, bellissimo esempio di residenza gentilizia settecentesca. A Sternatia si tiene anche la manifestazione I Canti della Passione, che tiene viva la tradizione Pasquale dei Canti in griko della passione di Cristo.
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Dalla realtà con il maggior numero di abitanti che parlano Griko a quello più piccolo, per estensione, della Grecia Salentina: siamo a Martignano. Nella chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria dei Martiri, sono custodite tele e statue dedicate al santo protettore San Pantaleone ma anche altre opere realizzate da Giuseppe Cino, famoso scultore e architetto, dai pittori Oronzo Tiso e Pasquale Grassi, dai mosaicisti Fratelli Peluso. Di grande importanza anche la seicentesca Cappella di San Giovanni Battista, con i suoi affreschi, l’ex Convento dei Minori conventuali con la Chiesa di San Francesco. A Martignano ha sede il Front Office Turistico Culturale Salento Griko fortemente impegnato per la promozione e lo sviluppo turistico culturale della Grecìa Salentina. Dopo Martignano, si arriva a Zollino, che si distingue per la Chiesa dedicata a San Pietro e a San Paolo.
Ultimo paese, nonché ultimo comune ad aderire all’Unione dei comuni della Grecia Salentina è Cutrofiano, conosciuta nel Salento come il paese della terracotta e della ceramica, alla quale è dedicato anche un interessante Museo. Da vedere sono anche il Museo Malacologico delle Argille ed il Parco dei Fossili di Cava Lustrelle.
Inserito il 19 Dicembre 2008 nella categoria Nel Salento
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