Le tenute agricole di: Jaddico, Uggio Santa Teresa, Marmorelle, Punta Aquila. 200 ettari di vigneti distribuiti in quattro aree differenti.

I vigneti coprono un totale di 200 ettari e si estendono dalla dorsale adriatica fino all’entroterra brindisino. Le quattro tenute sono, insieme, un continente in miniatura: da uno stesso vitigno impiantato in località diverse vengono generati vini con caratteristiche profondamente differenti, tanto da trasmettere appieno quell’identità territoriale che ne caratterizza profondamente il profilo organolettico, unico e irripetibile. Due delle tenute agricole si estendono a poche decine di metri dal mare, in un scenario naturale di rara bellezza.
Gli impianti, con qualche piccola eccezione, hanno una densità per ettaro che oscilla tra le 4000 e le 6000 piante ed un sistema di allevamento prevalentemente a spalliera, potato a cordone speronato. Le rese per ettaro, variano per le diverse tenute agricole e per varietà: si va da rese al di sotto dei 50 quintali per ettaro con massimi che non superano gli 80 quintali per ettaro. Nella maggior parte dei vigneti aziendali sono presenti impianti di irrigazione a goccia che, vengono attivati, solo quando interviene un rischio di stress idrico, con irrigazioni attente ad evitare ristagni di umidità.
Nelle Tenute Rubino le pratiche di conduzione agricola dei vigneti sono in parte meccanizzate (aratura e rottura delle zolle, concimazioni, cimatura e, quando strettamente necessari, trattamenti fito-sanitari), manuali sono, invece, tutte le operazioni condotte sulle piante (potatura invernale e primaverile,diradamento, innesti e, in parte, la raccolta delle uve). Un particolare importante riguarda l’utilizzo della mano d’opera, quasi tutta al femminile, impiegata per tutte quelle operazioni dove è necessaria precisione ed una forte abilità manuale. Una specializzazione che, per tradizione, le donne salentine si trasferiscono di generazione in generazione, nel segno di un grande attaccamento all’agricoltura.
Le condizioni microclimatiche presenti nelle quattro tenute agricole di Tenute Rubino sono quelle proprie della fascia mediterranea, con un irradiamento complessivo superiore alle 1000 ore di sole in più rispetto alla media annua nazionale. Gli andamenti delle temperature riflettono l’andamento delle stagioni del sud Italia che generalmente sono miti in inverno e calde nei mesi estivi. Solo tra il 2000 e il 2003 si sono registrate picchi di temperature superiori alla medie nel mese di agosto, e nelle annate successive il fenomeno del surriscaldamento si è attenuato con un andamento, nel 2008, caratterizzato da temperature fresche anche nel periodo estivo.
Un aspetto consistente e degno di nota riguarda le escursioni termiche che si registrano tra il giorno e la notte, favorite dalla costante ventilazione marina (Jaddico e Marmorelle) e dalla esposizione dei vigneti nelle tenute di Uggìo e Punta Aquila sull’altopiano brindisino. Le precipitazioni sono normalmente concentrate nei mesi invernali e primaverili, favorendo lo sviluppo vegeto-produttivo ideale dei vigneti. La media di piovosità documentata nelle diverse tenute oscilla tra i 500 mm ad un massimo di 800 mm annui.

Lungo la dorsale adriatica, a 8 chilometri a nord di Brindisi, i vigneti della tenuta di Jaddico si estendono su una superficie di 50 ettari. Il patrimonio ampelografico di questa azienda è composto da varietà autoctone e italiane come Negroamaro, Malvasia nera, Susumaniello, Montepulciano e Primitivo e da una varietà internazionale come il Sauvignon Blanc. Gli impianti, quasi tutti a spalliera, sono caratterizzati da una densità per ettaro che varia tra le 5000 e le 6000 piante, allevate su terreni di origine calcarea, tendenzialmente sciolti per la presenza abbondante di una frazione sabbiosa che permette un rigoglioso sviluppo dell’apparato radicale e lo stesso drenaggio delle acque in eccesso. Il complesso delle condizioni pedoclimatiche registrate in questa tenuta fanno di quest’area un terroir d’eccellenza enologica rilevante: è qui che nasce e prende forza il Progetto Susumaniello delle Tenute Rubino.
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A circa 10 Km a Nord-Ovest di Brindisi si coltivano, nella tenuta di Marmorelle, dei giovani vigneti delle Tenute Rubino. Qui vengono coltivati gli autoctoni Negroamaro, Malvasia Bianca e Malvasia Nera, il Montepulciano, famosa varietà a bacca rossa del Sud Italia, e lo Chardonnay, varietà francese principe tra gli internazionali.
Una superficie di 38 ettari, tutta impiantata a spalliera con 4000-6000 piante per ettaro, caratterizzata da un terreno profondo, con una giusta presenza di scheletro e sassi di natura calcarea. I vigneti, in questa area produttiva del brindisino, esprimono una vigoria straordinaria ed una certa precocità nello sviluppo vegeto-produttivo che registriamo anche in vendemmia con anticipi, sulla stessa varietà, anche di dieci giorni rispetto alle altre tenute agricole. Il clima è fresco e ventilato grazie alla vicinanza del mare, con un microclima reso frizzante da venti di Levante che soffiano in maniera mite e costante.
Sull’altopiano salentino, a circa 80-100 metri sul livello del mare, a 14 Km a Sud-Ovest dal capoluogo brindisino, si coltivano i 100 ettari di vigneto della Tenuta di Uggìo. Le varietà impiantate sono, per gli autoctoni, Primitivo, Negroamaro, Aleatico, Malvasia Nera e Bianca; non mancano Montepulciano, Aglianico e Vermentino, varietà di tradizione italiana, e gli internazionali Cabernet Sauvignon e Chardonnay. Impianti moderni a spalliera con densità intorno alle 5000 piante per ettaro. In questa zona i terreni sono di origine calcarea con una equilibrata percentuale tra la frazione argillosa e quella sabbiosa. Anch’essi di colore tendenzialmente scuro, con una escursione termica caratterizzata da differenze di temperature tra il giorno e la notte che possono superare anche i 15 gradi nei mesi estivi. Microclimi unici che trasmettono ai vini una persistenza aromatica capace di conservarsi nel tempo.

Quindici ettari di vigneto che sorgono a Sud-Ovest dalla città di Brindisi compongono la Tenuta di Punta Aquila, tutti interamente dedicati alla coltivazione del Primitivo, il vitigno pugliese per eccellenza insieme al Negroamaro. L’impianto è di recente fattura con piante caratterizzate da una spalliera a cordone speronato ed una densità è di circa 6000 piante per ettaro. Il terreno è di medio impasto tendente allo sciolto per la presenza prevalente della frazione sabbiosa, con abbondante presenza di micro e macro elementi capaci di dare uve con una acidità equilibrata ed un grado zuccherino dalle grandi prospettive.
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Inserito il 26 Dicembre 2008 nella categoria Chi siamo