De Castro, nativo di Brindisi, nominato alla presidenza della commissione Agricoltura del Parlamento Europeo traccia le linee del suo mandato.
Paolo De Castro, l’ex ministro alle politiche agricole del governo Prodi, è stato eletto a Bruxelles, per acclamazione, presidente della commissione agricoltura dell’Europarlamento. La nomina era prevista da accordi fra i principali gruppi politici dell’assemblea di Strasburgo, ma per l’Italia si tratta di una conquista non da poco. Infatti, con l’entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona, per la prima volta il Parlamento Europeo avrà poteri di codecisione in materia di politica agricola comune (Pac). Del resto, il comparto agricolo è strategico, anzi fondativo, per l’Unione. Nonostante ciò, nei prossimi mesi la sua centralità sarà messa in discussio nell’ambito dell’approazione del bilancio pluriennale comunitario (prospettive finanziarie). Che potrebbe toccare da vicino proprio la Pac, con una sforbiciata alla (tradizionalmente ampia) quota di bilancio dedicata al primario. De Castro è un "tecnico" molto stimato nel settore. La sua professionalità e il suo operato in ogni sede in favore dell’Agricoltura hanno fatto pendere la scelta verso di lui. De Castro è stato ed è uno dei maggiori protagonisti delle politiche nazionali ed europee per il sistema agroalimentare e i territori rurali. Considerato il 'padre italiano' di Agenda 2000, la grande riforma comunitaria della politica agricola che ha dato forma all’intervento comunitario per lo sviluppo rurale, si è distinto per il suo impegno europeo anche in qualità di Consigliere speciale del Presidente della Commissione Europea Romano Prodi, contribuendo in maniera significativa anche alla riforma di medio termine della politica agricola comunitaria portata avanti dall’allora Commissario Franz Fischler.
Appena eletto questo sono le sue dichiarazioni riportate dall’Agenzia Asca: "Il mio impegno - ha sottolineato De Castro nell’assumere l’incarico - sara’ finalizzato soprattutto a garantire un protagonismo delle riflessioni e delle indicazioni che matureranno in questa sede, adeguato ai compiti che il rinnovato sistema di costruzione delle decisioni europee ci assegna’’. Il neo presidente ha poi aggiunto che ’’saremo noi a dare definizione e sostanza agli indirizzi e alle risorse che animeranno la politica agricola comunitaria dopo il 2013. Il dibattito ha gia’ avuto inizio - ha sottolineato De Castro - e saremo chiamati a svolgere un compito di assoluto rilievo per guidare un confronto ed una riflessione che dovra’ dare corpo alle ambizioni con cui l’Europa si candida a costruire un orizzonte economico e sociale moderno e sostenibile nel tempo’’.
Il nuovo Parlmento Europeo appena eletto avrà delle prerogative importanti con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Con l’avvio della codecisione, dal prossimo due ottobre la commissione avrà lo stesso potere del consiglio Ue. Una grande responsabilità, specie in una legislatura, che dovrà decidere le future prospettive finanziarie dell’Unione.
Interessante l’intervista che poi ieri il neo-presidente De Castro ha rilasciato ad Italia Oggi.
"Dobbiamo spiegare - ha affermato De Castro a Luigi Chiarello - che la Pac serve a tutti i cittadini europei, non solo ai dieci milioni di agricoltori Ue. Da settembre presenteremo nelle più importanti capitali le ragioni del perché i cittadini hanno bisogno della Pac. Di sostenibilità ambientale, benessere animale, contenimento degli effetti climatici e sicurezza alimentare. I quattro pilastri per la produzione di beni pubblici, che l’agricoltura può garantire ai cittadini, solo attraverso una politica agricola comune. Il mercato libero, da solo, darebbe attenzione all’interesse privato e basta.
Sicuramente uno dei compiti più difficili che attende il neo- presidente De Castro sarà quello di mediare tra le esigenze dei paesi del Nord Europa, dediti ad un’agricoltura più intensiva, con le strategie di paesi come l’Italia orientati verso la qualità.
Con i rappresentanti dei paesi del Nord Europa - sempre su Italia Oggi - ho fatto un negoziato che ci vide affiancati, nel gruppo di Londra. I rapporti sono buoni. Aspetto con interesse l’incontro col ministro dell’agricoltura svedese, per stilare l’agenda futura. Ma non credo all’ipotesi di un phasing out dalla Pac.
E a chi teme che in Europa possa esserci il rischio che qualcuno faccia risorgere l’esigenza di rinazionalizzazione delle politiche agricole, De Castro risponde cosi: "Potrebbe esserci spazio per il cofinanziamento della Pac, ma spero che non si vada a rinazionalizzare la politica agricola. Il cofinanziamento, comunque, potrebbe essere utile. Aiuterebbe i paesi forti, i cosiddetti contributori netti. E, nel contempo, consentirebbe di mantenere inalterati gli aiuti. Ma su questo ci confronteremo in primavera. Stiamo anticipando i tempi".
Inserito il 22 Luglio 2009 nella categoria Primo piano
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