Con Fornelli Polemici Striscia la Notizia mette a nudo il mondo enogastronomico. Ma sarà scoop? Ecco i pareri di Franco Ziliani e Fiorenzo Sartore.
Da quasi un mese, ormai, Striscia la Notizia sta cercando di svelare scottanti retroscena sul mondo enogastronomico del Belpaese. Fornelli Polemici è il titolo dell’inchiesta, condatta da Max Laudadio, con cui si sta cercando di capire che forse, tra fornelli e vini, non tutto quello che luccica è oro. Prima la cucina molecolare di Ferran Adrià, considerato il miglior chef del mondo, quindi il caso delle valutazione delle guide dei ristoranti e per concludere una boutade anche sul mondo delle guide del vino dopo le dichiarazioni del giornalista Carlo Cambi fatte ai microfoni del programma di Antonio Ricci. Ma sarà vero scoop? Secondo Franco Ziliani, giornalista e blogger, tutto era già stato abbondantemente svelato poco tempo fa. Anche da Carlo Cambi. Così Ziliani sul suo blog:
Com’era prevedibile e come molti di noi avevano pensato, il gioco al massacro scatenato da Striscia la Notizia e presentato con la definizione di 'Fornelli Polemici', costituito da continui attacchi, un po’ qualunquisti, un po’ populisti e un po’ cialtroni, dapprima contro la 'cucina molecolare' ed i suoi portabandiera, quindi contro la cucina creativa, poi contro le guide gastronomiche, è puntualmente arrivato al discorso vino. Il 'merito' di questa variazione su un tema che rischiava di annoiare e che ha visto, come ho già detto altrove, il programma satirico di Antonio Ricci sparare a zero, coinvolgendo e chiamando in causa persone, come Enzo Vizzari, la cui deontologia professionale credo sia al di sopra di ogni sospetto, va attribuito al giornalista toscano Carlo Cambi intervistato da Max Laudadio.
Per i non addetti ai lavori Cambi è noto per essere disinvoltamente passato da Repubblica a Il Giornale (peraltro una breve collaborazione cessata con l’arrivo del nuovo direttore Mario Giordano) e per aver pubblicato una guida ai ristoranti, intitolata Guida del Gambero Rozzo, costretta poi a cambiare nome, dopo essere stata citata in causa dal Gambero rosso editore, perché come ha stabilito il Tribunale di Roma 'operazione plagiaria e parassita e come tale illecita'. Intervista, va sottolineato, andata in onda con totale noncuranza del palese conflitto interessi, taciuto agli spettatori, in atto tra Cambi ed il Gambero rosso editore, data la causa che li aveva visti contrapporsi e che aveva visto il giornalista perdente. Cosa ha fatto Cambi? Ha sparato anche lui, come da copione, contro i ristoranti che fanno 'cucina molecolare' e contro Ferran Adrià, a suo dire 'sponsorizzato e collaboratore di grandi e potenti aziende internazionali' e poi contro il 'sistema guide', e contro un 'business autoreferenziale' generato da un cospicuo numero di cuochi, ma poi é finito con il 'rivelare', oltre a dettagli della vicenda giudiziaria che ha visto contrapporti il Gambero rosso editore e l’ex collaboratore della guida Vini d’Italia Sandro Sangiorgi, una notizia, quella relativa ai road show itineranti organizzati dallo stesso Gambero rosso a botte di 30-45 mila euro per ogni azienda partecipante (aziende consenzienti e quindi ben convinte degli eventuali vantaggi di una loro partecipazione al tour), che notizia e tantomeno 'scoop' non é.
Perché il conflitto d’interessi rappresentato dal fatto che ad organizzare e gestire questa operazione promozional-commerciale fosse nientemeno che la Signora Marina Thompson, moglie del direttore del Gambero rosso e della guida dei vini del Gambero rosso Daniele Cernilli, era già stato, nel tempo, argomento di diversi articoli. Quello del 15 settembre 2007, pubblicato su Il Giornale, opera proprio di Carlo Cambi, che scriveva 'Al Gambero Rosso ai conflitti d’interesse ci sono abituati. Per far cassa di recente hanno lanciato un road show mondiale del vino italiano dietro pagamento da parte delle cantine di consistente parcella alla società di Marina Thompson, moglie di Daniele Cernilli, socio storico di Bonilli e direttore della Guida al Vino Grh-Slow: quella che assegna i mitici '3 bicchieri'.
Quindi quello della stessa giornata, scritto su questo blog dal sottoscritto, che ritornava sull’argomento conflitto d’interessi e obbligo di trasparenza, e infine l’ultimo, con un appello a Cernilli e consorte, lo scorso settembre.
Ma tutti questi interventi erano ampiamente preceduti da un articolo del 5 novembre 2004 dove proprio il sottoscritto, dal sito Internet WineReport, nella rubrica del 'franco tiratore', parlando della Signora Marina Thompson in Cernilli, scriveva: 'la gentile signora Marina Thompson, responsabile della Thompson International Marketing con sede in Roma (via del Cipresso 14) che oltre a curare pubbliche relazioni, presentazioni in Italia e soprattutto all’estero di aziende blasonate, quasi sempre aziende i cui vini ottengono i massimi riconoscimenti dalle guide, sapete che cos’è, nella vita privata ? Nientemeno che la gentile consorte der Robert Parker der Tufello e della Magliana, sor Daniele Cernilli, uno dei due curatori della Guida Vini d’Italia edita da Gambero rosso e Slow Food. Conflitto d’interessi ? Ma niente affatto !'
Ora, sono ben lieto che quanto ho scritto per primo, in solitudine, anni fa, mentre Carlo Cambi, che lavorava a Repubblica, non mi risulta dicesse nulla in merito sui misteri dei 'tre bicchieri' arrivati a vini che non li meritavano assolutamente, su sinergie con enologi di fiducia, e su una disinvolta abilità diciamo così 'di marketing' nel presentarsi e accreditarsi, insieme ai compagnucci di Slow Food, come il termine di riferimento assoluto per il discorso vino e cibo in Italia, passi, da un sito Internet, e poi da un blog, al grande pubblico di Striscia la notizia.
Così facendo, non si fa però che ribadire un’ovvietà, come avevo tranquillamente fatto anni orsono su WineReport, senza che succedesse nulla, senza che nessuna Striscia o nessun Cambi di turno insorgesse, ovvero criticare e definire inopportuno il fatto che la moglie di Daniele Cernilli, co-direttore in quota Gambero della guida Vini d’Italia, si occupasse di pubbliche relazioni proprio in quel settore, il vino, dove il marito è tanto influente.Ma che questa ovvietà, da Cambi, dal programma satirico di Ricci, venga spacciata come una novità, come una 'rivelazione' o addirittura uno 'scoop' è una cosa che non può che far sorridere. Uscite di Cambi a parte, come non chiedersi 'cui prodest'? Per quale motivo la redazione ed i responsabili di Striscia la notizia hanno pensato che il tema 'cucina molecolare' o critica gastronomica,da mettere sotto bersaglio, potesse costituire un argomento di grande interesse per la maggioranza degli spettatori del programma? Perché hanno scatenato questo osceno gioco al massacro contro cuochi, ristoranti, guide, critici, trovando la piena disponibilità anche di notissimi ristoratori e chef? Questo, al di là dei presunti scoop spacciati come tali, il vero interrogativo.
Fonte: Franco Ziliani - Vino al Vino
Mentre Fiorenzo Sartore, su Dissapore, è convinto che tutta la faccenda non è uno scandalo in quanto tutto è noto da tempo. "Scandalizzarsi è lecito - scrive Sartori - e i conflitti andrebbero identificati e segnalati. Ecco perché ho trovato curioso che tali conflitti fossero indicati dallo stesso Carlo Cambi che ha perso una causa contro il Gambero".
Piccola premessa: a me sta venendo a noia Striscia la Notizia e la sua crociata contro il mondo food and wine (wi-fu, come si dice). Chi, come me, non usa la tivù per informarsi, e soprattutto non crede che Striscia sia qualche tipo di fonte autorevole, ha sbadigliato assai nel sentire Carlo Cambi parlare di conflitto di interessi, in particolare nell’ambito delle guide sui vini (ovviamente si parla di guida del Gambero Rosso). Sarà che chi scrive ha da tempo altre fonti, e (indovina un po’) usa la Rete per avere info, senza troppe veline. Sarà che perfino Dissapore annunciava tempo fa, l’era post-Gambero. Soprattutto, sarà che molti altri, prima di me (di noi) hanno portato alla luce i conflitti derivanti dalle parentele del direttore Daniele Cernilli, oppure le tristi vicende del Roadshow. Io non ho avuto nessun trasalimento: tutto molto noto, e persino metabolizzato.
Nel paese dei conflitti di interesse, eterni e inestricabili, io vorrei solo sapere se devo, se dobbiamo ancora scandalizzarci oppure no. Evitiamo gli equivoci: io, personalmente, sono dell’idea che sì, scandalizzarsi è lecito, e i conflitti andrebbero identificati e segnalati. Ecco perché ho trovato curioso che tali conflitti fossero indicati dallo stesso Carlo Cambi che ha perso una causa contro il Gambero, perché si inventò un marchio (Gambero Rozzo) ritenuto lesivo dell’altro, ben più noto. Anche qui, quasi mi spiace sentire il vantaggio che deriva dalle letture in Rete; quanti, tra di voi, seguono il blog di Stefano Bonilli, sanno a memoria di cosa si parla. Tutti gli altri, che credono di informarsi sul nostro garrulo enomondo attraverso Striscia, come minimo si perdono qualche pezzo di conoscenza per strada. Per esempio, Striscia ha scordato di dire che Cambi ha qualche dente avvelenato: uno così, è una fonte affidabile?
L’ennesima salva di bordate della trasmissione di ieri sera è, un’altra volta, nel segno del solito polverone: si stigmatizza lo sponsor, Sanpellegrino, dietro al quale (orrore) c’è Nestlé, e conseguentemente la Spectre, com’è noto. E’ informazione, questa? Hanno contribuito a farci capire qualcosa, oppure hanno fatto il solito discorso fuffoso, inconcludente e pseudoscandalistico? Aiutino: la numero due è quella giusta. I conflitti d’interesse, pure noti, sono segnalati da uno (Carlo Cambi) che è l’identificazione del conflitto col Gambero. E’ una voce indipendente, questa?
Probabilmente l’errore di fondo sta nel delegare la conoscenza delle cose a Striscia la Notizia. Intendiamoci bene: qui non si fa il solito discorso snob sulla televisione, io mi attengo a pochi, semplici fatti; siccome, guardacaso, date le mie preferenze io ho fonti di informazione (spiace per loro) appena più affidabili, sono in grado di valutare la qualità della loro comunicazione. Quanti ancora si affidano a certa televisione francamente poco guardabile, si rassegnino alla disinformazione.
Fonte: Fiorenzo Sartore su Dissapore
Inserito il 12 Maggio 2009 nella categoria Primo piano
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