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'Vino Dentro' al Nuovo Teatro Verdi

In scena l'ultimo spettacolo della rassegna Attimi di Scena. Sempre con Tenute Rubino e l'eccellenza del teatro pugliese.

Immagine riferita a: 'Vino Dentro' al Nuovo Teatro Verdila locandina di attimi di scena

Vino dentro, versi di vini... e altre storie.

La parola al vino per celebrare l’atto finale di «Attimi di scena». Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, venerdì 13 maggio, alle ore 20, la mini-rassegna in quattro istantanee con cui la Fondazione Nuovo Teatro Verdi ha allargato la propria offerta di spettacolo, coinvolgendo i gruppi d’innovazione del territorio, arriva a felice conclusione con "Vino dentro, versi di vini… e altre storie". Un progetto della compagnia Teatro delle Pietre, guidata da Marcantonio Gallo, nel quale un percorso sensoriale tra odori e sapori di cantine e vigneti viene trasformato in idioma teatrale.

Tenute Rubino, a fianco della Fondazione Nuovo Teatro Verdi e dei bravi attori che si sono succeduti sulle tavole del palcoscenico brindisino, porta così a compimento - e con grande soddisfazione - questa avventura in cui ha potuto rinsaldare la sua vicinanza al mondo del teatro e della cultura del suo territorio.

In questo ultimo appuntamento, il pubblico tornerà ad entrare nella scena, ad essere coinvolto e a sorseggiare vino con le modalità di partecipazione interattiva che si erano già viste con il primo spettacolo inserito in rassegna. La pièce racconterà una terra e un frutto, la vigna e le molte parole che sa generare.

Immagine riferita a: 'Vino Dentro' al Nuovo Teatro Verdilocandina della piece teatrale vino dentro, versi di vini e altre storie

Parole e vino

Un flusso di parole, una storia che nasce dalle bottiglie, dai sapori del mondo contenuti nel vino, dai bicchieri alzati e dai calici pieni di emozioni. Un testo costruito partendo da brevi racconti originali e da una costellazione di aforismi, citazioni, parodie, divertissement con un unico comune  denominatore: il vino.

Da Omero a Platone, da Shakespeare a Calvino, Baudelaire, Alda Merini e Bukowsky, un 'blend' superlativo di parole e vino. Tra buffi 'annusatori di persone', bislacche matrone, esperti d’amore, attempati viveur e vecchi attori di cinema, altri personaggi - a sorpresa - daranno vita ad una giostra circense e, complice il vino, scioglieranno la lingua ai pensieri.

Insieme agli attori, protagonista della scena sarà il Punta Aquila, il Primitivo di casa Rubino, un vino ampio e avvolgente, carico di sentori di frutti rossi, spezie ed erbe aromatiche. E anche per questa  occasione in abbinamento saranno serviti gustosi stuzzichini offerti da Palazzo Virgilio.

Immagine riferita a: 'Vino Dentro' al Nuovo Teatro Verdiparticolare della locandina di attimi di scena

Il vino a teatro come tramite emozionale e culturale

Torna così, ancora una volta in palcoscenico, Marcantonio Gallo per portare a felice conclusione questa mini-rassegna, finestra sui nuovi linguaggi e sul teatro contemporaneo in quattro istantanee. La compagnia Teatro delle Pietre nasce nel 2008 da un’dea di Marcantonio Gallo e Fabrizio Cito per proporsi come centro di ricerca, promozione e formazione della cultura del teatro anche 'fuori' dai tradizionali spazi teatrali, con la convinzione che la magia scenica possa avvenire ovunque ci sia ascolto e racconto.

Una nuova attenzione per il teatro che Gallo crede possa passare anche dal vino: 'un tramite emozionale e culturale, un linguaggio universale attraverso cui poter parlare con un nuovo idioma anche di teatro'. 'Il Cavaliere Dimezzato', il primo spettacolo messo in scena dalla compagnia per questa rassegna, era più introspettivo, 'il personaggio riduceva al minimo il suo fabbisogno emotivo, decidendo di filtrare tutto attraverso lo schermo dei social network' dice Gallo.

Adesso, con questa nuova pièce, in cui il pubblico è costituito dagli avventori di un 'cabaret metafisico e sgangherato' in cui si strizza l’occhio all’avanspettacolo e al burlesche, la voglia di comunicare dei personaggi si scioglie in modo irrefrenabile. Il linguaggio del vino per parlare di teatro, dei nostri giorni, e per tornare a parlare della storia condivisa da tutto il territorio.

Ecco come da un prodotto frutto della cultura del territorio, dalla grande capacità evocativa e spinta emotiva, nasce il pretesto per fare critica alla cultura del teatro e, più in generale, ad una società non più capace di comunicare. 'Il teatro deve tornare a far sognare – conclude Gallo – come il buon vino aiuta a lasciarsi trasportare, a stare insieme in convivialità, così il teatro deve trovare nuove parole e nuove capacità evocative'.

Inserito il 13 Maggio 2011 nella categoria Primo piano

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