Articolo sulla rivista 'Capital' di maggio 2009: Il progetto Puglia best wine.

CONSORZIAMOCI PER LA CINA.
Si chiama "Puglia Best Wine" e riunisce i produttori di vini d’eccellenza della regione. Offrendo un prodotto di qualità ma a prezzi contenuti, con un occhio ai mercati asiatici.
«Un’idea nata per fare fronte unico con le altre aziende vinicole pugliesi, in un momento in cui è indispensabile comunicare un’immagine forte e compatt, sopratutto sul mercato estero», così Luigi Rubino, 36 anni, titolare delle omonime Tenute, spiega il motivo della creazione del Consorzio Puglia Best Wine. L’iniziativa coinvolge pure altre aziende pugliesi come Candido, Conti Zecca, Due Palme e il Consorzio produttori di vini di Manduria. «Puntiamo, entro breve, a espandere il consorzio anche al Nord della Puglia, zona in cui siamo in trattativa con le aziende più importanti, per realizzare un’unione che non si è mai verificata prima nella nostra regione. Per creare un marchio forte e solido, a partire dal nome: Puglia best wine», prosegue il giovane imprenditore.
Il consorzio punta tutto sulle sue unicità: una viticoltura di alta qualità, con basse rese per ettare e una meticolosa attenzione per la parte agricola. «Abbiamo a nostra disposizione una grande ricchezza territoriale, che dev’essere sfruttata per comunicare al meglio i nostri prodotti - spiega Rubino.Ricchezza che consiste in grandi vitigni autoctoni come il Primitivo, il Negroamaro o il fiore all’occhiello delle Tenute Rubino, Susumaniello. Quest’ultimo, in particolare, è «un vino che si ama o si odia, selvatico e di grandissimo carattere», coltivato a Jaddico con sole 3.500 piante per ettaro, per garantirne l’eccellenza.
E la qualità della produzione della Tenuta, nata nel 1999, è riuscita ad affermarsi velocemente: «Ci siamo creati estimatori in tutto il mondo: soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, in Svizzera e in Germania. Per continuare a espanderci, adesso stiamo puntando su mercati molto ricettivi come Polonia e Repubblica Ceca». L’obiettivo principale è ora entrare in maniera forte sul mercato asiatico, Giappone e Cina, e continuare a espandersi in Italia, soprattutto nel Nord, dove i prodotti pugliesi stanno raccogliendo un notevole consenso: «Crescere in Italia è un obiettivo fondamentale nel medio-termine: essere forti in Italia vuol dire essere ancora più forti all’estero, dove già esportiamo il 70% della nostra produzione», assicura.
La crescita costante dell’azienda, per ora, non è messo in discussione dalla congiuntura: «Anche nei momenti di crisi si possono cogliere opportunità. C’è stata una contrazione dei consumi in termini assoluti, ma il consumatore di nicchia continua a cercare un prodotto di alta qualità». Magari però con maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo. «Ecco infatti la nostra ricetta: bere bene in modo intelligente, offrendo prodotti di qualità indiscussa al prezzo più ragionevole possibile.
Inserito il 13 Maggio 2009 nella categoria Rassegna stampa
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