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Quotidiano di Brindisi 14 giugno 2009

Articolo del Quotidiano di Brindisi, 14 giugno 2009: il giudizio di Robert Parker, enologo di fama mondiale, sui vini dell'azienda Tenute Rubino.

Immagine riferita a: Quotidiano di Brindisi 14 giugno 2009pagina del quotidiano di brindisi

Il guru dei vini premia Tenute Rubino.
La guida di Robert Parker: In questo territorio c’è un mondo in attesa di essere scoperto.

"Un mondo in attesa di essere scoperto" è il giudizio lusinghiero della guida di Robert Parker sui vini di Tenute Rubino. «Il giudizio è estremamente positivo: i vini prodotti nel Mezzogiorno d’Italia, dall’Abruzzo alla Sicilia, passando tra Puglia e Campania, non sono più una seconda linea di basso profilo ma, anzi, costituiscono 'un mondo sorprendente in attesa di essere scoperto'». Si legge in una nota. «Il giudizio è di Antonio Galloni, corrispondente per l’Italia di  Robert Parker, apparso qualche giorno fa sulla versione on line di The Wine Advocate, una delle più autorevoli Guide enologiche del mondo. Robert Parker è il principe degli scrittori del vino negli USA, uno dei più autorevoli ed influenti, in grado di orientare fortemente il mercato su territori di produzione e vitigni. Sembra proprio che la Puglia abbia, finalmente, a portata di mano la possibilità di affermarsi come territorio  fortemente vocato alla viticultura e con produzioni enologiche di prima grandezza, soprattutto quando vinifica le uve ottenute da vitigni di tradizione come Negroamaro, Primitivo e Susumaniello».

«È una conferma importante – spiega Luigi Rubino – il giudizio espresso dall’organizzazione di Robert Parker sull’enologia pugliese di qualità. Oggi la pattuglia di produttori che hanno scelto di impegnarsi  nell’eccellenza qualitativa  e nella valorizzazione delle peculiarità del territorio è sempre più ampia e riesce a farsi notare con vini che rispecchiano fedelmente le caratteristiche varietali proprie dei vitigni di tradizione. Negroamaro, Primitivo non sono vitigni di un dio minore, ma possono costituire un fenomeno di tendenza come è avvenuto per il Nero d’Avola siciliano. Occorre equilibrio, rigore produttivo e tanto impegno nel promuovere l’immagine del vino pugliese, in Italia e nel mondo».

Inserito il 16 Giugno 2009 nella categoria Rassegna stampa

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