Nel cuore della grande mela uno scrigno della cucina romana. Cibo e vini di prestigio, nel segno della solarità mediterranea.
Ristorante Testaccio, Roma a New York.E’ l’America degli italiani di New York che più ci piace e che, sull’onda di una passione senza fine, ha dato vita ad una cucina dai sapori memorabili, autenticamente italiana, nel segno di una tradizione e di un gusto che sanno di civiltà e storia. Testaccio è un emblema, un luogo virtuoso del piacere del cibo italiano, e romanesco in particolare, che gioca su capisaldi della gastronomia italiana, proposti con un gusto innovativo e moderno da Ivan Beacco, immaginifico quanto concreto Chef della casa. Tra le sue mani amatriciane, carbonare e code alla vaccinara diventano un appagante incontro culinario da ricordare ai nipotini quando viene la sera. Ma tutto il menù è pura chimica della gioia a tavola; con piatti che restituiscono davvero importanza, e non solo simbolica, al detto Roma caput mundi. Si, è proprio così, anche in tempi di globalizzazione. Da Testaccio, uno degli storici quartieri enogastronici della Città Eterna, alla Grande Mela il passo può essere breve soprattutto se l’espansione verso ovest è condotta sulla base di un percorso enogastronomico che alla migliore tradizione culinaria romana unisce il glamour del distretto del Queens, in quella che una volta era l’antica città di Long Island City. Il Ristorante Testaccio è l’ultimo e fortunato approdo di quattro persone innamorate di Roma e della romanità in cucina: i fratelli Carlo e Paolo Bordone (che in passato hanno dato vita ad altri ristoranti italiani nella grande metropoli americana) Alviero Pirani e lo chef Ivan Beacco. A Long Island City i quattro moschettieri romani hanno portato in dote, tanta passione per i sapori autentici della cucina italiana e romana, realizzando un loro sogno imprenditoriale, centrato sulla qualità e sullo stile italico. In un ambiente sofisticato e tranquillo, lontano dalla frenesia di Manhattan, Testaccio è diventato punto di riferimento gastronomico della cucina italiana di qualità.
È qui infatti, (grazie anche ad una recente urbanizzazione Long Island City è diventato uno dei quartieri più In di New York) il melting polt dei professionisti americani può trovare alcuni tra i migliori ristoranti della città. Il Ristorante Testaccio è un‘elegante locale ricavato su due piani dal restauro di un tipico brownstone d’epoca. Pietra, metallo e legno si combinano tra loro in una soluzione architettonica suggestiva che, complice un impianto di luci soffuse, contribuisce a definire un’atmosfera elegante e raffinata, nel segno un comfort e di un servizio moderno che si sposa alla tradizione portata in tavola. Ma l’asso nella manica della crew italiana in quel di New York è indubbiamente la cucina. Ivan Beacco, chef trevigiano da un decennio in America, da vita ad una cucina rispettosa della tradizione ma innovativa nei modi. Carni fresche e selezionate e ortaggi di prima qualità sono gli ingredienti base che attraverso attenti metodi di cottura da vita ad una cucina romana contemporanea. In menù piatti succulenti che vanno dai classici primi come bucatini all’amatricina, spaghetti alla carbonara, tagliolini cacio e pepe, paccheri alla gricia e tagliolini cacio e pepe, a secondi che hanno reso eterna l’epopea della gastronomia romana: salti in bocca alla romana, coda alla vaccinara, trippa, e costolette d’abbacchio alla scottadito. Fascino e qualità anche in cantina, con una selezione di vini italiani che vengono scelti e proposti per esaltare il binomio cibo vino. Grandi etichette di territorio, con uvaggi autoctoni ed internazionali, vengono elencati in Carta con l’attenzione e il rispetto dovuto. La cura nella conservazione delle bottiglie e nel servizio (giuste temperature, giusto bicchiere) sono il segno di una cultura del vino italiano che , anche all’estero, è viva e gode di ottima salute, anche per l’opera e il lavoro portato avanti dalla ristorazione italiana di qualità nel mondo. Tenute Rubino e Testaccio di New York vi danno il benvenuto. Ecco la proposta eno-gastronomica selezionata per le tre serate in programma il 19,20 e 21 aprile.
Il Salento è terra di mare. Non poteva mancare, allora, un richiamo netto alla cultura mediterranea e all’uso in cucina del pesce crudo. Così l’apertura della serata è affidata ad un prelibato crudo di pescatrice, dove freschezza e intensità del sapore, giocano alla perfezione. In abbinamento Il Giancòla caratterizzato dalla fragranza aromatica di una Malvasia bianca, vinificata in purezza, dove le caratteristiche varietali di frutta gialla, con richiami di ginestra, iris ed acacia, fanno di questo vino un gran classico del Salento. A seguire, un piatto di terra, con delle gustosissime pappardelle al ragù di cinghiale, in una toccante versione d’autore, dove c’è la maestria, tutta italiana, del fare il ragù, fondata sulla selezione delle materie prime e sui tempi di cottura. Un piatto importante, un vino importante: il rosso di punta di Tenute Rubino il Torre Testa un Susumaniello in purezza, celebre e pluridecorata espressione di un’antica varietà autoctona del Salento enologico, si ricorda per classe ed armonia di palato e per l’ intensità dei richiami di frutta rossa matura . Allo Stinco d’agnello e castagne – ancora terra e bosco nel piatto proposto da Ivan Beacco – verrà abbinato Punta Aquila, un prodigioso e autentico Primitivo in purezza, un rosso al naso notevole per complessità di richiami, di buona struttura, succoso e vibrante al palato. In chiusura con il classico Tortino al cioccolato e mandorle della casa, un vino dolce naturale, l’Aleatico di Tenute Rubino.
Menù di degustazione
• Crudo di pescatrice (Giancòla, Malvasia Bianca, Tenute Rubino )
• Pappardelle al ragu’ di cinghiale (Torre Testa, Salento, Tenute Rubino )
• Stinco d’agnello e castagne (Punta Aquila, Primitivo , Tenute Rubino)
• Tortino di cioccolato e mandorle (Aleatico, Tenute Rubino )
Ristorante Testaccio
47-30 Vernon Boulevard Long Island City, NY 11101
Per info e prenotazioni :(001) 718 937 2900
www.testacciony.com
Inserito il 18 Aprile 2011 nella categoria Vini di Puglia
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