Negroamaro,
espressione del Salento

Jaddico - Negroamaro - Tenute Rubino | I vini della Puglia

Negroamaro

Il Negroamaro, anche noto come Negro Amaro o Negramaro, è il vitigno autoctono del Salento per eccellenza.

È coltivato quasi esclusivamente in Puglia, anche se è di probabile origine balcanica dato che le prime tracce di coltivazione nella regione risalgono alla colonizzazione greca, tra il VII e VIII secolo a.C., per poi protrarsi in epoca romana e medievale, fino ai nostri giorni.

Negroamaro: le origini del nome

Questa tesi sembrerebbe confermata dal nome Negroamaro, che deriverebbe da due parole indicanti entrambe il colore nero: la latina Nigra e la greca Mavros, a sottolineare l’intenso colore scuro, sia della buccia dell’uva che del vino ottenuto.
Un’altra teoria relativa alla nomenclatura, lo farebbe risalire al Medioevo, affermando che sarebbe stato coniato anche in riferimento al gusto del frutto e del vino. 

Una pianta vigorosa con una lunga storia.

La pianta di Negroamaro si presenta vigorosa a germogliamento medio, si adatta a tutte le tipologie di suolo anche se dà i risultati migliori su quelli calcareo-argillosi; Il Negroamaro resiste bene ai climi caldi e aridi ed è perfettamente a suo agio con le condizioni pedoclimatiche riscontrabili nel Salento. Viene allevato sia in impianti ad alberello sia a spalliera (cordone speronato) che, se ben governati, assicurano entrambi una produzione regolare nelle quantità e di altissima qualità. 

Il grappolo è di media grandezza, conico e serrato, gli acini di colore nero violaceo sono grandi e presentano una buccia spessa. L’epoca di maturazione è medio-tardiva, in collina può arrivare anche alla terza decade di settembre.

Dagli anni ‘70, il lavoro di alcuni produttori che hanno puntato sulla qualità, è riuscito a valorizzare questa varietà dando vita a vini dai grandi contenuti enologici e dalle eccellenti qualità organolettiche, aggiudicandosi prestigiosi riconoscimenti in concorsi enologici mondiali, nonché assicurandosi un primato nell’enologia pugliese moderna. 

Saturnino 2019 - Tenute Rubino | I vini della Puglia

Il negroamaro secondo Tenute Rubino

Tenute Rubino coltiva il negroamaro in diverse tenute di famiglia in cui si trovano impianti a cordone speronato e  ben 75 ettari dedicati alla tradizionale coltivazione ad alberello pugliese.
Vanto delle tenute sono le piante anziane di Negroamaro che raggiungono fino i 100 anni d’età.

La ricerca d’eccellenza dell’azienda e l’attenzione riservata ai vitigni autoctoni si esprime nel pregiato CRU Jaddico. Composto da 80% di uve di negroamaro e 20% di susumaniello, è un gioiello dell’enologia che evolve in barrique e bottiglia e che si esprime con un’ impeccabile piacevolezza di beva.

L’etichetta prende il nome dalla tenuta rappresentativa di Tenute Rubino, Jaddico, in cui la vicinanza al mare e la costante ventilazione impreziosiscono le straordinarie caratteristiche dei vitigni tipici della Puglia. 

Altro vino distintivo del vitigno è il Miraglio, negroamaro in purezza intenso e suadente. Rosso rubino brillante, grazie a un leggero affinamento in tini tronco conici risulta vellutato e armonioso con lunga persistenza. 

Nasce nella tenuta di Uggìo da terreni di origine calcarea a medio impasto con una equilibrata percentuale tra frazione argillosa e sabbiosa. Qui il negroamaro è coltivato con sistema a spalliera e i grappoli vengono raccolti a mano a metà settembre. 

Nasce a Jaddico anche il Saturnino, rosato a base di Negroamaro in purezza, è considerato un fuoriclasse dei rosati pugliesi. Un vino succoso e vibrante che coniuga intensità olfattiva con una notevole sapidità e piacevolezza di beva.