Negroamaro

Il Negroamaro

Negroamaro: un frammento di Salento a cui il legame con la tradizione ha affidato la sua cura.

Nome e storia

Il Negroamaro è un vitigno a bacca nera autoctono della Puglia e più specificatamente dell’area salentina (nelle province di Lecce e Brindisi il negroamaro copre il 70% delle superfici vitate).

Il suo forte legame con il territorio salentino si recepisce dall’origine stessa del suo nome che deriva proprio dal dialetto salentino con cui si indicavano le sue due principali caratteristiche: “niuru” (nero) degli acini e “maru” (amaro) in riferimento al piacevole finale amarognolo del vino dato dal suo tannino.

Il Negroamaro ha una lunga storia che parte dall’Illiria o dalla Grecia con un suo antico antenato. Questo vitigno, avo del Negroamaro, fu portato in Puglia tra l’VIII e il VII secolo a.C. dai greci e probabilmente fece il suo esordio proprio sulla costa jonica salentina, come lascerebbe intuire la distribuzione delle superfici votate al Negroamaro nella contemporaneità.

Con probabilità il Negroamaro iniziò la sua diffusione dapprima nella porzione mediorientale della Puglia e poi pian piano in tutta la Regione e in altre aree del Sud Italia.

Negroamaro | Tenute Rubino | La Casa del Susumaniello

Note distintive del varietale

Il Negroamaro è un varietale che si adatta perfettamente al clima caldo-arido pugliese e in particolare salentino, beneficiando allo stesso tempo delle escursioni termiche e della vicinanza al mare che costeggia il Salento.

La pianta di Negroamaro risente positivamente della lunga esposizione ai raggi solari e ha una lunga resistenza alla siccità.
La terra rossa di composizione calcareo-argillosa tipica dell’area salentina si presenta come il terreno ideale per questa tipologia di vitigno.
Il calcare aiuta il varietale a esprimersi nei vini con qualità e finezza, mentre l’argilla rappresenta un’importante risorsa per la sua capacità di trattenere l’acqua del sottosuolo costituendo importanti serbatoi idrici per la pianta.
Il Negroamaro è una varietà vigorosa e con alta e costante produttività.
Il metodo tradizionale di allevamento del Negroamaro è l’alberello senza sostegno, un tipo di allevamento che ancora di più ne definisce la tipicità e la territorialità in coerenza con le tradizioni enologiche pugliesi e salentine.
L’alberello, simbolo di una cultura enologica antica, determina per il Negroamaro rese più basse (tra i 60 ed i 70 quintali per ettaro) garantendo altresì un massima resa qualitativa.

Note organolettiche dei vini

Il Negroamaro è un vitigno estremamente versatile e riesce ad esprimersi in diverse declinazioni, dal più noto vino rosso al rosato, fino ad alcune versioni addirittura in bianco, dalla sua espressione ferma a quella spumantizzata.

Sul piano organolettico le sue costanti sono nei suoi elegantissimi profumi fruttati  con delicati ritorni speziati e floreali, nella sua imponente struttura, nel suo eccezionale equilibrio tra acidità e sapidità, ed infine nel suo inconfondibile tannino nobile e austero.
Il gusto che questo varietale conferisce ai vini è deciso,  intenso e persistente, con una gradevole nota amara sul finale, da qui la seconda parte del suo nome ‘’Amaro’’.
L’impatto del Negroamaro al palato è vellutato, avvolgente, grazie anche al suo tannino deciso che coniuga vigore e piacevole eleganza.
Questo varietale per sua natura si presta benissimo alla vinificazione in vini dall’importante potenziale evolutivo.

Descrizione Ampelografica

Germoglio alla fioritura:
Il germoglio alla fioritura presenta un apice espanso, cotonoso e dal colore giallo-biancastro con orlatura rosa-vinoso, le foglioline dalla 1° alla 3° sono a gronda, cotonose e bianco-giallognole le prime due; spiegata, lanugginosa e verde-giallognola la terza., mentre dalla 4° in poi in poi quasi a coppa, vellutate e dal colore verde-chiaro; l’asse del germoglio si presenta ricurvo.

Tralcio erbaceo:
Il tralcio erbaceo si caratterizza per una  sezione trasversale quasi circolare, per un contorno liscio e aracnoideo e per un colorito verde.

Viticci:
I viticci sono lunghi e sottili, con una forma bifida e un colore verde-chiaro.

Infiorescenza:
L’infiorescenza presenta una larghezza media, una lunghezza di circa 13-14 cm e una forma semplice, cilindro-conica tozza.

Fiore:
Il fiore è ermafrodita, si struttura con un bottone fiorale di forma cilindroide ed ha una dimensione mezzana.

Foglia:
La foglia si presenta grande e con forma pentagonale, quinquelobata e trilobata.
Il seno peziolare ha una forma a V stretto, i seni laterali superiori hanno bordi sovrapposti e i seni laterali inferiori sono poco profondi, ad U o a lira chiusa, spesso uno a U e l’altro a V.
La foglia si connota per una pagina superiore verde e glabra, mentre  quella inferiore è verde chiara, opaca con nervature di 1° e 2° ordine sporgenti, sono aracnoidee, parzialmente rosse, lembo a coppa, rugoso, spesso; lobi involuti; l’angolo alla sommità dei lobi terminali è retto; i denti sono pronunciati, irregolari a margini convessi e mucronati.
Il picciolo presenta un colore verde con striature rosso-vinoso, è corto, con grossezza media ed è glabro, con sezione trasversale con un canale poco evidente.

Grappolo:
Il grappolo di Negroamaro appare di media grandezza e di forma conica e semplice.
La lunghezza è di cm 14-20, il peduncolo appare  visibile, legnoso nei primi 2 cm e medio.

Vinaccioli:
in numero medio da 1 a 3, piriformi, con becco di media lunghezza e grossezza.

Acino:
L’acino è di media grossezza (15-18 mm) ed ha forma obovoide regolare con ombelico persistente e prominente e con  sezione trasversale circolare.
La buccia è spessa e consistente, con colorazione violacea.
La polpa è succosa con sapore neutro e succo colorato; caratteristico è il suo succo color vinoso. La separazione del pedicello dall’acino è facile.
Il pedicello ha media lunghezza e grossezza, si presenta verde ed ha una separazione dall’acino mediamente facile, il suo colorito è verde ruggine e il pennello medio è di colore giallo ambrato.

Vinaccioli:
I vinaccioli in media sono da 1 a 3 per acino, piriformi e con becco di media lunghezza e grossezza.

Tralcio legnoso:
Il tralcio è di media lunghezza, robusto,  poco ramificato con una corteccia resistente e una sezione trasversale ellittica, superficie striata, poco pruinosa, aracnoideo solo sulla base del tralcio e di color nocciola.
I nodi sono globosi con lunghezza dei meritalli che va tra i 6,6 cm e i 7,5 cm.
Le gemme sono arrotondate e cotonose.
Cercine peziolare largo, sporgente, rettilineo discendente; diaframma con piano convesso, midollo di medio spessore e legno resistente al taglio.

Tronco:
Il tronco della vite si presenta vigoroso e robusto.

Fenologia

Fenomeni vegetativi
Il Negroamaro si presenta come varietale a germogliamento  tardivo e con maturazione delle uve medio-tardiva, generalmente tra fine settembre ed inizio ottobre. Il germogliamento avviene nell’ultima decade di marzo con una fioritura  che avviene a fine maggio. L’invaiatura avviene tra la terza decade di luglio e la terza di agosto. Le uve raggiungono la maturazione tra la terza decade di settembre e la prima decade di ottobre.

Caratteristiche ed Attitudini colturali

Vigoria: ottima

Produzione: La produzione è costante, abbondante e di buona qualità.

Posizione del primo germoglio fruttifero: 2° nodo.

Numero medio di infiorescenze per germoglio: 2-3.

Fertilità delle femminelle: quasi nulla, ad eccezione dei primissimi anni d’impianto, ma i racemi sono inutilizzati.

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: normale.

Affinità con tutti i portinnesti americani: buona affinità con tutti i portainnesti americani, facile l’attecchimento. Secondo taluno non avrebbe affinità con la R. metallica.

Proprietà Organolettiche

I vini
Tenute Rubino presenta il suo Negroamaro in tre vini espressione diversa di uno stesso varietale: il Miraglio è un Negroamaro in purezza proveniente dalla Tenuta di Uggìo, mentre lo Jaddico e il Saturnino provengono dalla Tenuta di Jaddico, con il primo che incontra il Negroamaro in blend con una piccola percentuale di Susumaniello ad ingentilirlo, e con il secondo che invece esprime la tradizione tipicamente salentina della vinificazione del Negroamaro in rosato.

Negroamaro | Tenute Rubino | La Casa del Susumaniello
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