Susumaniello,
alla riscoperta dell’anima della Puglia.

Uva Susumaniello - Tenute Rubino | Vini della Puglia

Susumaniello

Il Susumaniello è un vitigno a bacca nera tipico del Salento e soprattutto dell’area di Brindisi, con origini da rintracciare, probabilmente, in un’antica importazione dalla Dalmazia.

Conosciuto anche come Somarello nero, Zuzomaniello, Cozzomaniello, il suo nome tende a indicare la caratteristica produzione iniziale, così generosa da – letteralmente – caricare come il somaro la pianta col peso dei grappoli. Altra sua grande caratteristica è la resistenza alle avversità climatiche e agli agenti patogeni; tuttavia, prima della recente ripresa produttiva, il Susumaniello ha rischiato di cadere nell’oblio: col susseguirsi delle vendemmie, infatti, la sua abbondante produttività (che ne aveva decretato il successo come uva da taglio) tende a ridursi in maniera sensibile, toccando una media che scende anche al di sotto del kg per pianta.

Ma è proprio quando diminuisce nei numeri che il Susumaniello rivela le sue straordinarie qualità, dando vita a uve cariche del caratteristico colore nero-bluastro e di tutte quelle sostanze capaci di far nascere vini di grande struttura e ricchi di profumi.

Impiegato con ottimi risultati nella produzione dei tipici rosati pugliesi e degli spumanti metodo classico, è però coi rossi che il Susumaniello dà il meglio di sé, sia in purezza che in blend, presentandosi al calice di un color rosso scuro eccezionalmente intenso, quasi nero.

Al naso, i vini si distinguono per la ricchezza di aromi fruttati e dall’accento maturo, come prugna, frutti di bosco e confettura di frutta rossa, a cui si alternano in armonia vivi sentori di spezie come pepe e vaniglia, intensificati a loro volta da eventuali passaggi nel legno. Al palato, il Susumaniello, nelle sue diverse interpretazioni, si dimostra di piacevole freschezza acida e con tannini di grande finezza.

Tenute Rubino e il Progetto Susumaniello

Molti viticoltori pugliesi, approfittando degli incentivi comunitari, negli anni ’90 cominciarono a espiantare i vigneti meno produttivi, mettendo di conseguenza in pericolo alcune tipicità della regione come il Susumaniello. È in questo scenario che Luigi Rubino decise di avviare il percorso di ripresa della coltivazione del vitigno, supportato dall’idea che una resa di qualità passi attraverso il monitoraggio completo di tutte le fasi di crescita e con la cura di tutti quei piccoli dettagli che solo il sapere dell’uomo può garantire.

Tenute Rubino fin dall’inizio, ha così messo al centro del suo progetto produttivo il Susumaniello. Lo coltiva a Jaddico, nel single vineyard di 13 ettari dei complessivi 100 vitati della Tenuta, lungo la dorsale adriatica, a 8 chilometri a nord di Brindisi.

Una posizione vicino al mare che si è dimostrata fondamentale per la riuscita del progetto di recupero.

Il Susumaniello, infatti, pur adattandosi a zone differenti, ha trovato qui le sue condizioni di ambientamento ideali: merito di un’esposizione del vigneto che favorisce le piante, da un lato, col vento di tramontana e dall’altro le mette al riparo dal vento di scirocco, con una brezza marina che soffia costantemente prevenendo gli eccessi di umidità del vigneto.

Inoltre, durante le ultime fasi di maturazione delle uve, le escursioni termiche diventano più marcate, salvaguardando gli accumuli dei polifenoli e delle sostanze aromatiche.

Il vigneto è a spalliera e le viti poggiano le radici su terreni di origine calcarea, tendenzialmente sciolti per la presenza abbondante di una frazione sabbiosa che permette un rigoglioso sviluppo dell’apparato radicale e lo stesso drenaggio delle acque in eccesso.

Frutto di una selezione massale operata su un vigneto di 75 anni, gli impianti di Susumaniello sono stati incrementati grazie ai reimpianti operati nei primi anni 2000: oggi, tutti sono costantemente monitorati secondo un disciplinare di produzione aziendale rigoroso e attento a garantire una produzione di uve dallo straordinario impatto qualitativo.

Il Susumaniello interpretato da Tenute Rubino: i vini

I tempi di raccolta delle uve Susumaniello sono scanditi dalle diverse esigenze delle varie tipologie di vino che hanno reso Tenute Rubino la sua realtà produttiva di riferimento.

Portabandiera della gamma è il Torre Testa, le cui uve sono raccolte a fine settembre: un vino emblematico, di territorio, dove complessità ed eleganza trovano sintesi sublime in un Susumaniello in purezza ottenuto con un appassimento controllato sulla pianta che dura fino a tre settimane.

Oggi, il pluridecorato Torre Testa è considerato una delle etichette di riferimento della Puglia del vino di qualità, dando prova di un’eccellenza credibile e verificata dal gradimento ottenuto sui mercati più esigenti e preparati.

Da uve vendemmiate a metà settembre nasce invece Oltremé, vino esuberante e fresco, sorprendente per la sua immediatezza che lo rende subito seducente al palato; un’etichetta dai richiami fruttati, piacevole ed elegante grazie a una vinificazione più breve che, rivelandone l’intima freschezza, dimostra come questo vitigno non sia solo austero.

Le uve del Sumaré, il primo metodo classico millesimato di Tenute Rubino, vengono raccolte in anticipo rispetto alla loro normale maturazione, generalmente a fine agosto per garantire un’acidità adeguata alla rifermentazione in bottiglia. Questo vino spumante dosage brut, che sosta sui lieviti autoctoni per un periodo di 30 mesi, stupisce per la sua fascinosa mineralità, figlia della buona acidità che caratterizza i grappoli più precoci di Susumaniello. Bollicine di successo che hanno portato alla nascita del Sumaré Brut, spumante dosage zero millesimato che ha la sua sboccatura dopo 42 mesi di affinamento sui lieviti autoctoni, e al Sumaré Brut 60 mesi.

Chiude infine la gamma dei vini del progetto Susumaniello il Torre Testa Rosato le cui uve sono generalmente raccolte entro la prima decade di settembre: freschezza, sapidità e persistenza sono le peculiarità che rendono questo vino immediatamente riconoscibile e ne svelano tutta la personalità mediterranea.
Al naso sono evidenti le note di frutta a bacca rossa, tra cui spiccano i sentori di melagrana, lampone e ciliegia in perfetto equilibrio con la sua nota acida.