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VISELLIO, L’EMOZIONE CHE ATTRAVERSA I MILLENNI

10.10.2017

VISELLIO, L'EMOZIONE CHE ATTRAVERSA I MILLENNIForse, le si può ancora sentire. Bisogna solo calpestare la terra, attraversare i filari di piante ben ordinati, riempirsi i polmoni del soffio del vento. Poi, una volta raggiunta la riva del mare, fermarsi, rivolgere un ultimo sguardo all’orizzonte, raccoglierlo per intero, chiudere gli occhi e aspettare. Ed ecco che forse, tra il rumore delle onde che si infrangono sulla sabbia, un richiamo antico e fino a un momento prima impercettibile comincia a emergere. Sono le voci dei marinai, delle anfore cariche di nettare prezioso sollevate e caricate sulle loro navi, pronte per viaggiare, allora come oggi, attraverso l’Adriatico. Perché Jaddico, il primo tra i vigneti di Tenute Rubino, è una terra di vino da secoli, anzi, millenni. Qui, agli albori dell’Impero Romano, aveva il proprio fundus Visellio, che da schiavo divenne proprietario terriero e la cui presenza è stata rivelata da diversi scavi che hanno coinvolto la tenuta dell’azienda di Brindisi, portando alla luce l’antica casa padronale e le fornaci dove venivano cotte le anfore vinarie: proprio da queste sponde, partiva gran parte del vino distribuito su tutto il versante adriatico dell’Impero. Un luogo, Jaddico, che contiene quindi un enorme significato simbolico e la cui eredità storica Luigi Rubino e la sua famiglia hanno raccolto facendone, in epoca più recente, il cuore produttivo e rappresentativo della propria azienda. È esattamente in questa terra, infatti, che Tenute Rubino alleva le più importanti varietà tipiche del Salento, il Negroamaro, il Susumaniello e il Primitivo. Da quest’ultimo, in particolare dalla piante più vecchie che hanno un apparato radicale più sviluppato, nasce un vino dedicato all’antico proprietario e da cui non può che aver ereditato il nome, Visellio: un rosso intenso ed estremamente potente, pura espressione della forza della natura mediterranea. Autentico fuoriclasse dell’enologia pugliese, è un vino evoluto in barrique che si distingue per l’eccezionale morbidezza e la lunga persistenza, capace di evocare, all’olfatto, sentori di prugne, ribes e mirtilli mentre, in parallelo, la vitalità fresca e poderosa delle uve attraversa il palato, dove il sapore trova il proprio punto d’equilibrio nei tannini maturi e setosi e nella calibrata componente acida.

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