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SCEGLIERE IL VINO PUÒ CAMBIARE LA VITA. DEL VINO.

01.03.2015

Angelo Turi si occupa di enoturismo e comunicazione online per Tenute Rubino. Un po’ sommelier, un po’ giornalista, in questo articolo ci offre una significativa riflessione sulle scelte di consumo quando si parla di vino, ma non solo.

Ci sono scelte che cambiano la vita. Scegliere un vino invece di un altro non è una di queste, forse. Ma nel momento in cui scegliamo un vino, sia al supermercato, al ristorante o in un bar, stiamo inconsapevolmente prendendo posizione. Stiamo facendo una scelta di campo.

Al termine del Novecento la comparsa sulla scena internazionale del cosiddetto Nuovo Mondo del vino ha introdotto nuovi stili e nuove tendenze, portando alla definitiva industrializzazione di un settore dove la tradizione ha sempre svolto un ruolo fondamentale. Le grandi holding globali hanno sicuramente il merito di aver modernizzato un mondo conservatore come quello del vino, ma allo stesso tempo hanno fortemente contribuito ad una standardizzazione dei consumi a livello mondiale. Cabernet, Merlot e Sauvignon hanno invaso le vigne e gli scaffali di ogni dove, diventando velocemente il prodotto perfetto per un consumo di massa basato su scelte produttive in cui il marketing è tutto.

Senza voler demonizzare il marketing, che anzi rappresenta spesso un aspetto da migliorare nelle PMI italiane, il vero punto della questione è recuperare il legame con la terra, con il territorio d’appartenenza delle colture e delle persone, che viene completamente messo da parte nella produzione di massa. Si tratta di riflessioni che vanno ben oltre l’ambito prettamente vinicolo e coinvolgono più in generale le sfere dell’alimentazione e dell’economia. Lo ha ribadito chiaramente Carlo Petrini in un appassionato intervento a Expo idee, anteprima di Expo2015“Questo sistema alimentare fa acqua da tutte le parti”.

La risposta alla globalizzazione è nella valorizzazione della tipicità e dell’autenticità di luoghi, prodotti e persone. Perché la diversità arricchisce, in natura come nella vita. Il Cabernet Sauvignon e gli altri vitigni internazionali danno vita a vini eccellenti, ma non è possibile che a tutte le latitudini si producano e si bevano gli stessi vini. La tipicità va esaltata e protetta. Quando scelgo, la mia preferenza va ai produttori che puntano sui vitigni autoctoni. Nero di Troia, Primitivo, Susumaniello, Negroamaro e Minutolo, queste le stelle polari dell’enologia pugliese. Vitigni dal potenziale ancora non del tutto esplorato e che meritano di essere promossi e valorizzati. Scegliere il vino è dunque una decisione futile? Chissà. Pensateci la prossima volta che scegliete.

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